mercoledì 22 novembre 2017    18_20,30

e fino al 25 novembre su appuntamento 331 2273841

 

Le immagini dei luoghi si appiccicano sugli oggetti tramutandoli in schermi e personalizzando il nostro spazio personale. Indoor è il titolo scelto da Marco Casella per identificare il suo periodo di studio a Gaffdabasso. Una parola che è strettamente legata alla coltivazione in serra, luogo, all’interno del quale la pianta cresce e si nutre per poi essere esposta ed entrare a far parte del paesaggio. Indoor è una perfetta metafora per identificare la pratica artistica e l’incubazione del pensiero, dall’idea all’oggetto.

Lo spazio espositivo è trattato come spazio vuoto che gradualmente disvela l’immagine e il suo luogo di provenienza, dando piccole informazione e dettagli di un ambito molto più complesso e apparentemente distante, ma presente, grazie all’utilizzo di oggetti / lenti che ne descrivono i particolari.

 

 

Marco Casella (Peschiera del Garda, 1991) è un artista visivo. Vive e lavora a Bologna. Diplomato presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna, la sua ricerca si concentra sulle dinamiche che influiscono l'atto della creazione e del generare nella pratica artistica, creando disposizioni e dispositivi funzionali al tradurre gli elementi che costituiscono il mondo del reale. La traduzione e la ripresentazione della realtà attraverso una mediazione e un filtro digitale e virtuale.

Con la costruzione di un meccanismo, l'artista delega la progettazione della struttura dell'opera: la macchina, in questo caso, non è un prolungamento dell'uomo, ma è l'uomo che diventa il prolungamento della macchina. Nel momento dell'esposizione e dell'utilizzo del dispositivo l'uomo e il meccanismo sono inscindibili dal momento che solo l'artista possiede il linguaggio necessario al funzionamento del meccanismo. Infatti l'utilizzo di determinati costrutti serve ad accentuare la distanza che esiste tra l'artista e la costruzione dell'opera d'arte, una sorta di ricerca dell'armonia e dell'oggettività nel reale. L'artista è quindi un traduttore che attraverso una codifica digitale riorganizza l'immagine,  lo spazio e  il contesto nel quale vive.

Nel corso dell’ultimo anno ha  esposto a TRIPLA, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Localedue (Bologna), S.a.L.E. Docks (Venezia), LA CHAMBRE BLANCHE, Quebec city (Canada).